Piano editoriale

Oggi parliamo del piano editoriale uno strumento diventato fondamentale un po’ per tutti: in primis per chi lavora nel marketing, ma anche per rendere giustizia a ogni progetto imprenditoriale e infine per chiunque produca contenuti da diffondere online.

Chiariamo subito un dubbio molto frequente.

C’è una differenza sostanziale tra piano editoriale e calendario editoriale?

La risposta ovviamente è: Sì!

Se vogliamo dare una definizione precisa: il piano editoriale è un documento che racchiude l’insieme delle tematiche, dei contenuti e dei formati che si desidera produrre in un determinato periodo e con determinati obiettivi per i propri canali di comunicazione.

Il calendario editoriale è invece, la calendarizzazione di questi contenuti cioè la trasformazione del piano in un vero e proprio calendario nel quale vengono inserite tutte le tematiche prestabilite segnalando quindi la data e la piattaforma sulla quale dovranno essere pubblicati.

 

La strategia dietro un Piano Editoriale

Come avrete capito dalla definizione quando si parla di piano editoriale, si descrive un’attività particolarmente strategica ed è per questo, che per realizzarlo è importante procedere step by step ponendosi determinati obiettivi da raggiungere.

 

Quali obiettivi vanno definiti?

Un problema che si riscontra molto spesso nelle Aziende è il dimenticarsi che creare contenuti è un investimento in termini di tempo, di lavoro e di risorse economiche.

Pertanto, risulta importante definire degli obiettivi chiari che possano aiutare a misurare l’efficacia di queste attività nel corso del tempo.

Definire i bersagli “da colpire” è  inoltre, un passaggio fondamentale per stendere il piano editoriale, poiché, permette di rispondere alle seguenti domande:

Perché sto facendo questa attività? Perché sto investendo tempo e risorse nella creazione di questo contenuto e nella gestione di questa pagina social?

Vi elenchiamo gli obiettivi di comunicazione più frequenti:

 

·         Brand Awareness

Ovvero il riconoscimento del Brand, in modo tale da accrescere la notorietà della propria Azienda.

In questo caso quindi, lo scopo dei temi scelti sarà quello di ottenere più visibilità possibile all’interno di quella che è la target-audience-engagement, e pertanto, la creazione di una community di persone che interagiscano con i contenuti proposti. Dopo aver ottenuto ciò, l’Azienda dovrebbe puntare alla cosiddetta conversione: la trasformazione degli utenti che fruiscono dei contenuti in lead (persone potenzialmente interessate ad acquistare i nostri prodotti o servizi), o direttamente in clienti da fidelizzare nel tempo.

 

·         Impostare le tempistiche

Definire in partenza le tempistiche permette di essere consapevoli di quanto tempo si dispone per realizzare le tematiche scelte, quanti contenuti effettivamente sia possibile realizzare e in quali formati.

Pretendere di pubblicare un post al giorno in un determinato canale social perché è “di moda”, non avendo però, il tempo di farlo; oppure, sottraendo quel tempo ad altre attività importanti risulterà essere controproducente soprattutto nel lungo periodo.

La cosa migliore è prendere consapevolezza del giusto tempo che si vuole imputare alla creazione dei propri contenuti e realizzare il proprio piano editoriale di conseguenza.

 

·         Conoscere la propria Audience

La conoscenza della propria audience è di fondamentale importanza per creare contenuti che siano realmente interessanti e che catturino la loro attenzione.

Pertanto, oltre a conoscere le informazioni demografiche relative al proprio pubblico (come ad esempio: età, genere, location e professione), è importante anche, definire gli attributi emozionali e psicologici, quelli che nel marketing vengono definiti come le informazioni psico-grafiche (i valori, gli hobby, i tratti caratteriali e così via).

Queste indicazioni possono essere raccolte in due modi: tramite questionari o tramite la ricerca diretta sul campo utilizzando Google e i Social Network. È necessario anche, effettuare indagini direttamente sulle piattaforme Social in cui è presente la propria target-audience-engagement. Inoltre, selezionare contenuti che possono essere simili a quelli che verranno pubblicati, analizzando soprattutto la sezione commenti, è essenziale.

 

·         Osservare i competitor

Tra le ricerche sul campo non possono mancare quelle focalizzate sui propri competitor, ovvero su tutte le persone e aziende che trattano gli stessi argomenti e che operano nello stesso settore.

Analizzare le performance dei contenuti già prodotti e pubblicati dai propri competitor può essere molto utile per capire quali siano le tematiche che vengono più apprezzate e quelle meno.

 

·         Scegliere la piattaforma giusta

Un ultimo step prima di andare a creare il piano editoriale vero e proprio, è quello di scegliere le piattaforme giuste.

Molto spesso si pensa che essere presenti sul maggior numero di Social Network possibili sia la strategia vincente, ma in realtà non c’è nulla di più sbagliato perché: in primis è abbastanza inutile essere presenti su tutti i social ma soprattutto richiede molto tempo.

Per decidere quali siano i più efficaci bisogna porsi due domande: Quali sono le piattaforme su cui è presente la mia target audience? Quali e quanti formati riesco a realizzare in base al tempo che ho a disposizione? L’incontro per queste due risposte segnalerà quali sono le piattaforme più giuste da utilizzare.

 

Una volta arrivati qui, il “gioco è fatto” e si avranno tutte le armi vincenti per redigere al meglio il proprio piano editoriale.

 

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