Digital advertiser : la pubblicità per raggiungere il target

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Digital advertiser : la pubblicità per raggiungere il target

La pubblicità del ventunesimo secolo è incentrata sul concetto di credibilità.

Nella quotidianità significa che un’azienda dovrebbe mostrarsi agli altri così come vogliono vederla, in un mondo ricco di offerta e competizione mediante la persuasione ed uno stile di comportamento assertivo.

In tutta onestà: noi sopportiamo poco la pubblicità. La tipica scena che viene in mente – trattando questo argomento – è quando si è immersi nella visione di un film e di punto in bianco arriva la fatidica e scomoda interruzione con la promozione di un detersivo di cui, fino a quel momento ci importa ben poco.

Eppure, con il mondo digitale, l’advertising online si è affermato con prepotenza sia per gli editori che per gli inserzionisti.

 

I mezzi del digital advertising

Una delle caratteristiche principali della comunicazione online è la crossmedialità.

Un potere che consente ai canali di interagire l’uno con l’altro, grazie allo sviluppo di piattaforme all’avanguardia.

Il lavoro di un digital advertiser è gratificante perché una buona e sana pubblicità aiuta a conoscere prodotti e servizi che possono migliorare le vite di chi la riceve, a livello quantitativo e qualitativo.

La sfida principale di questo specialista? Far quadrare i desideri dell’offerta con quelli della domanda.

Il digital advertiser si occupa di massimizzare l’audience per il proprio cliente mediante:

  • Uno studio del target di riferimento;
  • Una massimizzazione della visibilità del messaggio, correlata al budget;

 

Rispetto al pubblicitario tradizionale, questa figura ha tre diverse caratteristiche:

  1. Non utilizza internet come un canale ma come un insieme di più mezzi. Ne citiamo solo alcuni per dare un’idea: social adv mediante facebook ed instagram, annunci di testo e display con supporto di Google Adwords. Non dimentichiamo che il messaggio e l’audience cambiano in base al canale utilizzato.
  2. Il percorso di un utente nel mondo online è tracciabile: se la pubblicità online si basa su dati generici e l’intuizione, il digital advertiser ha la fortuna di disporre di molti mezzi per comprendere il comportamento del pubblico a cui vuole riferirsi (ecco perché diciamo sempre che lo studio del target è fondamentale!);
  3. Internet ha un alto tasso di obsolescenza: come abbiamo anticipato nel precedente articolo del blog per cavalcare l’onda del digitale è necessario saper pensare out of the box, fornendo ai propri interlocutori la risposta giusta, al momento giusto e… con il canale giusto!

In sintesi, un buon professionista deve: sapersi destreggiare in un ambiente multicanale, analizzare i propri dati per capire se ha intrapreso la strada desiderata e dedicare particolare attenzione alla sua formazione.

 

Le basi di un digital advertiser

Quando parliamo di pubblicità digitale, ci riferiamo in modo particolare a tre macro-categorie:

  • Paid ADV. Si tratta di tutti gli spazi pubblicitari ottenuti mediante un pagamento diretto – come nel caso di social adv e google adwords.
  • Earned media. Si intendono gli spazi di visibilità ottenuti da brand per via del passaparola. Sono ovviamente molto amati dalle aziende perché privi di costo. Nel web viralità è una parola d’ordine: il passaparola è centrale nel mondo online. Considerando l’estensione delle cerchie sociali, la quale permette di parlare con migliaia di persone in tempo reale e senza limiti geografici.
  • Owned media. Si intendono gli spazi di visibilità ottenuti dal brand perché è il brand stesso ad aver costruito quel canale e a mantenerlo (es. sito, pagina FB).

La definizione comune vede l’azione del digital advertiser limitata ai paid media, ma in realtà non è così: qualsiasi messaggio prodotto da un’azienda contiene fini promozionali e rende questa classificazione sempre più teorica.

Un digital advertiser non può quindi lavorare solo nell’ambito dei paid media, perché sarebbe incompleto.

In linea generale il suo compito è quello di acquistare visibilità dell’azienda, collaborando quotidianamente con digital copywriter e graphic designer.

È chiamato a gestire il budget aziendale per l’acquisizione di visibilità, decidendo dove (canali), come (modalità maggiormente efficace) e quando spenderlo (dando a un investimento il giusto tempo per produrre risultati).

Egli agisce in base al contesto, ma il contesto muta molto velocemente e richiede un’ottimizzazione continua.

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