Riforma sul copyright: la possibile rivoluzione dell’industria digitale

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Riforma sul copyright: la possibile rivoluzione dell’industria digitale

Ti è capitato qualche giorno fa di effettuare una ricerca nel web e tentare di reperire un’informazione su Wikipedia, l’Enciclopedia Libera per eccellenza?

Invece di visualizzare la risposta sperata al tuo quesito esistenziale del momento, ti sarà apparso questo messaggio:

“Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet”.

Che cosa significa?

Iniziamo dalla proposta di riforma sul copyright, esaminata dal Parlamento Comunitario il 5 luglio e sulla quale, come spesso capita in questi frangenti, si sono scontrate posizioni opposte.

La proposta di riforma sul copyright

Come è nato questo dibattito?

Tutto ha avuto inizio lo scorso 18 Giugno, quando il Comitato Affari Legali del Parlamento Europeo (JURI) ha approvato la proposta di direttiva sul copyright nel mercato unico digitale – ossia un aggiornamento della direttiva presentata da Bruxelles nel settembre del 2016 come compendio a tutte le varie leggi comunitarie in materia di diritto d’autore.

Per comprendere meglio di che cosa si tratta, analizziamo i due articoli maggiormente discussi nell’incontro del 5 Luglio:

  • L’articolo 11, ribattezzato con il nome link-tax. Esso afferma che la pubblicazione di uno snippet – un link accompagnato da un’anteprima di testo- oppure di un articolo online, rappresenta una forma di utilizzo dei diritti d’autore. Il fine principale della proposta di questo articolo è quello di valorizzare l’editore e la promozione di contenuti originali. Il riscontro pratico è invece che le piattaforme online come Google, Facebook e Instagram offrano un compenso economico agli autori di articoli verso cui inseriscono link.
  • L’articolo 13 invece esplicita la responsabilità delle piattaforme online, definite propriamente “mezzi di trasmissione del messaggio” che consentono la pubblicazione di contenuti. L’approvazione della proposta di riforma del copyright avrebbe reso necessaria la detenzione di una licenza e l’applicazione di filtri specifici al fine di bloccare la pubblicazione di contenuti coperti dal diritto d’autore.

Facciamo un esempio: Google avrebbe avuto bisogno di impiegare appositi filtri per rilevare tutti quei video che impiegano brani musicali tutelati dal diritto d’autore. Si sarebbe trattato di una mole di lavoro non indifferente.

L’intento della proposta di legge sul copyright e la posizione di Wikipedia

Il principale intento della proposta di riforma sul copyright era quello di fornire un reddito a coloro che producono contenuti originali, facendo pagare le piattaforme Internet non per la visualizzazione degli stessi ma anche per l’inserimento di semplici link o citazioni.

Si tratta di un tentativo di rivoluzione nato con l’obiettivo di riequilibrare i profitti di Internet, privilegiando gli editori, che però porterebbe moltissime aziende a una censura totale dei contenuti al fine di evitare il pagamento di penali.

Ecco perché Wikipedia ha manifestato il proprio dissenso bloccando l’accesso alla piattaforma.  Secondo l’Enciclopedia Libera per eccellenza, infatti, la proposta della nuova direttiva è risultata una vera e propria minaccia della libertà online ed un ostacolo all’accesso in Rete. Capiamo bene che se qualsiasi contenuto coperto dal diritto d’autore non potesse più essere linkato senza un riconoscimento economico all’autore, Wikipedia rischierebbe considerevolmente di chiudere.

La posizione dei pilastri dell’industria digitale

La proposta di riforma sul copyright ha generato quindi pareri discordanti. Le posizioni principali sono state principalmente due:

  1. Quella di chi si è esposto per tutelare gli editori, al fine di fornire loro un compenso e garantendo l’originalità del contenuto
  2. Quella dei pilastri dell’industria digitale che, invece, si sono espressi in modo contrario all’unanimità sin dal principio.

Google ha richiesto, prima del 5 Luglio, alla Digital News Iniziative (un programma che prevede supporto, anche economico, per il giornalismo digitale) di fare lobby- una campagna di influenza a proprio vantaggio- contro la riforma.

“Se facciamo le cose giuste e mettiamo in atto gli opportuni sistemi per l’identificazione dei contenuti non è necessario regolamentare”, ha dichiarato Richard Allan, vicepresidente per le policy di Facebook, ai legislatori europei.

Ma tra coloro che si sono dichiarati contrari alla proposta della nuova direttiva vi sono anche molti centri di ricerca europea sui diritti d’autore, le associazioni di diritti civili in rete, guidati dalla Electronic Frontiers Foundation, e il papà di Internet, Tim Berners-Lee.

La decisione del Parlamento Europeo

La bozza della direttiva, approvata dalla Commissione Affari Legali, è stata votata dal Parlamento Europeo (composto da 751 membri) il 5 luglio ricevendo 318 voti contrari, 278 voti a favore e 31 astenuti.

La decisione definitiva è stata rimandata a Settembre: ma non sarà una battaglia facile, perché il Parlamento europeo è apparso diviso nelle due fazioni principali. Anche l’Italia oggi non riesce ad assumere una posizione univoca: da una parte, il Movimento 5 stelle teme riscontri negativi dati dall’applicazione errata della riforma, con il garante Beppe Grillo che parla di “limiti significativi alla libertà di internet”. Anche il Ministro degli Interni e Vicepremier Matteo Salvini si oppone, definendo la direttiva un “bavaglio alla rete”.

Mentre il Pd naviga nella direzione opposta. La riforma, sostiene gran parte del Partito democratico, riguarda un numero limitato di piattaforme e consente agli editori e a chi detiene i diritti d’autore di ereditare un giusto compenso.

Non rimane che attendere il mese di Settembre per conoscere la decisione definitiva del Parlamento Europeo. 

 

Nell’attesa continuiamo a diffondere o semplicemente leggere contenuti provenienti da fonti certificate, con l’obiettivo di rendere Internet un luogo sicuro!