IL POTERE DEGLI ALGORITMI SUI SOCIAL

Ormai è un dato di fatto, i social network sono una presenza fissa nella nostra vita.

Le informazioni sociali rimbalzano da un dispositivo all’altro coinvolgendoci nostro malgrado, in un vortice di notizie al quale è diventato ormai impossibile sottrarcisi.

Quello che non tutti sanno è che le grandi Aziende Social adottano delle tecniche psicologiche in grado di dirottare la nostra mente e il nostro pensiero, lo manipolano in modo da monopolizzare sia la nostra attenzione che il nostro tempo.

Esattamente come i fast food che sfruttano i desideri umani più basilari come la fame e il gusto con il senso di appagamento che ne deriva; così anche i social media sfruttano alcune vulnerabilità mentali come il desiderio di informazione di conoscenza, la voglia di sapere e le basilari curiosità che rendono l’essere umano proprio così com’è assetato di sapere, ma con poca voglia di lavorare per ottenerlo.

I social network soddisfano proprio quella curiosità in modo apparentemente semplice, ma sfruttando questo elemento per condizionare le nostre menti con azioni formalmente innocue ma estremamente potenti, in quanto capaci di creare eserciti di persone pronte a recepire qualsiasi tipo di messaggio giusto o sbagliato che sia.

Ecco quindi alcune tecniche psicologiche utilizzate dai social network per condizionare il nostro comportamento..

 

Il colore rosso

Il colore rosso è stato sempre associato a un senso di pericolo e di avvertimento, è capace quindi di attirare maggiormente la nostra attenzione rispetto a qualsiasi altro colore.

Alcuni studi hanno dimostrato che i bambini tendano a comportarsi in maniera peggiore quando sono dotati di oggetti di colore rosso e questo succede perché il colore è associato inconsciamente a un comportamento: quello di evitare oggetti o situazioni attinenti a questo colore; non a caso i segnali di stop e gli allarmi usano proprio il colore rosso.

Quando Facebook è nato, inizialmente le icone di notifica erano di colore blu che seppur con una tonalità diversa dal resto del sito erano completamente ignorate. Da quando è stato introdotto il rosso nelle notifiche di Facebook il tasso di reazione è aumentato in maniera vertiginosa tanto che oggi sono migliaia i siti web e le applicazioni che adottano questo colore per le notifiche incoraggiando così gli utenti a cliccarci sopra. È stato anche scoperto che milioni di persone clicchino queste icone rosse solo con l’intento di fare sparire il colore in quanto reca un senso di disturbo

 

Gli elementi di rinforzo

I like, le reazioni, i retweet e le condivisioni sono elementi di rinforzo positivo che incoraggiano le persone a tornare sulle piattaforme e quando gli utenti ricevono questa forma di convalida sociale hanno una forte scarica di dopamina nota anche come la molecola della ricompensa, ottenendo lo stesso senso di appagamento che si conquista dopo aver completato un allenamento o aver raggiunto un traguardo tanto ambito.

Offrendo strumenti che consentono agli utenti di ottenere queste convalide, i social network non fanno altro che invitare gli utenti a tornare sulle loro piattaforme per avere un rinforzo positivo ed ottenere quindi un senso di appagamento che purtroppo ha una breve durata nel tempo.

 

I sistemi di ricompensa per generare dipendenza.

Questi toccano la parte del cervello responsabile della brama e del desiderio; tale sezione risulta più attiva quando siamo in una situazione mentale nella quale attendiamo la consegna di un premio, l’esito di un esame o la risposta a un questionario e in quel momento, il soggetto non è a conoscenza se a seguito della sua azione otterrà una ricompensa ma sicuramente la desidera.

Le Aziende Social adottano questi sistemi di ricompensa per incoraggiare le persone a desiderare lo scrolling per aggiornare il contenuto, generando così una continua brama in quanto sappiamo che mentre scrolliamo il sistema potrebbe pubblicare automaticamente nuovi contenuti scatenando pertanto, la paura di potersi perdere un post.

 

Le emozioni negative.

È scientificamente provato che le persone utilizzino di più i social network quando provano emozioni negative come la noia, la rabbia oppure il senso di vulnerabilità; questo perché interagire con i social permette di distrarsi da questi sentimenti e non a caso i ricercatori hanno scoperto che le persone depresse controllano la posta elettronica molto più spesso rispetto alle altre in quanto hanno bisogno di continue scariche di dopamina.

I social media possono sfruttare tutto questo per esempio manipolando i feedback in modo che ricevano molti più like sui post quando riportano contenuti tristi o negativi. Quello che non tutti sanno è che i social network hanno algoritmi molto complessi in grado di nascondere i like d’imposta per poi rilasciarli nel momento giusto.

 

La prova sociale

Con prova sociale si intende quel fenomeno mentale in cui le persone tendono a copiare le azioni degli altri nel tentativo di eseguire un comportamento corretto in una determinata situazione.

In un classico esperimento, i ricercatori hanno scoperto che le persone abbiano più probabilità di firmare una petizione quando sembra che molti altri lo abbiano fatto, è un po’ il concetto per il quale le persone saranno più propense a investire il proprio denaro con un broker se esso ha dimostrato di avere già accumulato tantissimi soldi.

Per incoraggiarci a restare attivi sulle loro piattaforme, i social network ci informeranno continuamente in merito alle attività dei nostri amici e se decidiamo di fare una pausa e smettere di seguire qualcuno, come per magia inizieranno ad arrivare aggiornamenti via email su quello che i nostri amici stanno facendo senza di noi. Non a caso Facebook consente di sapere quando i nostri amici sono online in tempo reale in questo modo, il messaggio nascosto del social network è quello di farci sapere che i nostri amici sono attivi e quindi dovremo esserlo anche noi.

 

La reciprocità sociale di psicologia

Il termine reciprocità indica quella norma sociale degli individui che rispondono spontaneamente alle persone che le hanno trattate in modo positivo. I grandi marchi adottano spesso questa norma di reciprocità per aumentare le vendite, per esempio, è per questo motivo che i camerieri che coccolano i propri clienti ricevono in media il 21% di mancia in più rispetto a chi si dimostra più professionale ma distaccato.

I social network sfruttano proprio la reciprocità in modo da renderci più attivi e reattivi sulle piattaforme. Infatti, Facebook consente agli utenti di sapere quando i loro messaggi sono stati letti incoraggiandoli a rispondere più rapidamente, alcune pagine, in aggiunta, sono premiate quando ottengono un elevato grado di reattività ai messaggi.

 

L’Autorevolezza

È molto più probabile che le persone seguano le indicazioni di altre persone quando queste ultime appaiono come autorità ed è questo il motivo per il quale spesso i venditori indossano camici o divise; è quindi possibile che le persone si fidino più di una piattaforma web quando è progettata professionalmente, facile da usare e fornisce un sistema di assistenza costante e affidabile.

I social network si comportano in questo modo in quanto così facendo, tutti noi ci fidiamo maggiormente e forniamo le nostre informazioni quando ci vengono richieste; non a caso le piattaforme social spesso adottano degli stratagemmi visivi per rendere difficoltoso l’accesso alle informazioni sulla privacy. L’utilizzo dell’icona con il lucchetto è poi adottato per indurci a pensare che le nostre informazioni siano al sicuro.

Un ulteriore esempio è dato da Facebook Messenger infatti, quando installiamo l’applicazione sul nostro telefono il sistema molto gentilmente ci chiede se vogliamo sincronizzare i contatti presenti nel telefono e nel momento in cui Facebook ottiene il nostro consenso ecco creati migliaia di profili che verranno venduti agli inserzionisti per imporci pubblicità.

Facebook conta ben 52 mila attributi tutti legati ad ogni singolo profilo in modo da ottenere informazioni molto precise sulla base delle nostre azioni, dei luoghi che visitiamo e su tutto quello che diciamo.

L’aspetto preoccupante di tutto questo è che queste indicazioni possono essere rivendute praticamente a chiunque e il permesso lo abbiamo fornito proprio noi accettando i termini di contratto nel momento in cui ci siamo registrati sulla piattaforma.

 

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