Club House

Il social Club House ha fatto rumore fin dalla sua fase embrionale.

È definito il social dai microfoni aperti, in quanto organizza stanze private e/o aperte al pubblico, in cui gli utenti possono comunicare esclusivamente con interventi vocali.

In tal caso, gli utenti sono invitati a partecipare a social room trattanti tematiche di discussione, ove possono accedere come pubblico ed eventualmente intervenire in veste di interlocutori con l’acconsentimento dei moderatori.

Nato da una piccola start-up il social network dai microfoni aperti nel 2020 è diventato una vera e propria tendenza negli Stati Uniti, diffondendosi rapidamente a macchia d’olio in tutto il mondo.

Contrariamente ai social attualmente in voga, Club House è da sempre stato discreto, permettendo ai propri utenti di condividere intimamente alla propria cerchia, contenuti riferiti a determinati argomenti di discussione.

Un canale che nella sua fase iniziale, apre le porte solo a cerchie ristrette di utenza grazie ad un rigido sistema di registrazione. Gli utenti, pertanto, possono accedervi solo tramite invito di utenti già acquisiti dal social.

Sono, infatti, esattamente queste le due chiavi di successo del canale Club House, il social network più ambito del 2020: la prassi di registrazione esclusiva a cui gli utenti si devono sottoporre e le stanze di discussione a numero chiuso. Due case che hanno dato vita al social di élite più desiderato del 2020.

Social preferito dai Vip primo su tutti Elon Musk, la cui stanza è ricolma di utenti curiosi di conoscere le novità tecnologiche esplorate dall’uomo più ricco del mondo.

Un successo tanto esplosivo da conquistare l’interesse dei top player di settore.

La predilezione da parte delle celebrità internazionali e l’acquisizione esponenziale di milioni di fan hanno incuriosito Menlo Park, spronandolo ad intervenire.

Pertanto, il successo di club house ha già ispirato Mark Zuckerberg, che con il suo team ha predisposto nuove funzionalità sonore da inaugurare quest’estate sul canale Facebook.

 

Il successo dei network del 2021 edificato sull’economia delle passioni

­Entrambi social network sono da una parte coniati dalla volontà di far leva su un target tanto ambito nel mondo digital: i content creators. Target digitale che ama sfruttare i social per creare contenuti professionali, al fine di trattare argomenti sposati dai propri seguaci.

Pertanto, la sfida contemporanea a cui si sottopongono è quella di catalizzare l’attenzione del pubblico. Un pubblico che è always on quanto always distracted, assorbito completamente dal mondo digital, che rischia di annoiarlo.

Club House come gli altri social in passato, impronta il proprio operato sullo sviluppo delle passioni degli utenti, i quali utilizzano il social proprio come mezzo per esprimerle digitalmente.

Instagram è diventato un fotografo personale, Linkedin un’agenzia di collocamento, Spotify un produttore musicale e Facebook il collante tra tutti loro.

Seppur il pubblico predilige social multifunzionali, la chiave di successo per i nuovi canali è quella di sviluppare nuove funzionalità di realizzazione di contenuti digitali, inesplorate dai social conosciuti.

Ed è proprio questo il gioco forza di Club House: permettere all’utente di avere una nuova piattaforma per esplorare nuove funzionalità nel mondo sonoro. Una nuova user experience, in cui l’utente si improvvisa nuovo mediatore di discussioni, affrontando tematiche di interesse personale che possono ispirare pubblico di nicchia o di larga scala.

 

La risposta di Facebook

Come annunciato dal New York Times lo scorso febbraio, Mark Zuckerberg è rimasto talmente impressionato dal nuovo social da riproporlo sulla propria piattaforma.

Quest’estate verranno inaugurati i Live Audio Rooms di Facebook, stanze sonore ispirate al successo del social media dal microfono aperto, ma con apportate diverse novità.

Se il successo iniziale di Club House è stato correlato alla sua esclusività, rendendolo un social per pochi ma desiderato da molti, Facebook ha il vantaggio di intrattenere circa 3 miliardi di iscritti. Con un bacino di utenza così vasto la risonanza di nuove funzionalità, già in voga su altre piattaforme, è quasi scontata.

Pertanto, il successo di tali azioni non è del tutto scontato e i suoi creator lo sanno bene. Per questo motivo hanno aggiunto delle novità alle stanze sonore con l’obbiettivo di rendere Facebook il primo studio sonoro tascabile.

Facebook riprodurrà le tanto amate stanze sonore, ma darà la possibilità ai suoi creatori di registrare in diretta i propri monologhi e successivamente di realizzare dei brevi podcast da pubblicare sulla propria pagina Facebook. Con l’introduzione della funzione di Soundbite Facebook darà la possibilità ai propri utenti di modificare le proprie registrazioni audio.

Se, quindi, l’anno scorso abbiamo passato l’estate a cimentarci in challenge e ad editare video è probabile che quest’anno ci cimenteremo a modificare le voci dei nostri dialoghi.

Inoltre, Zuckeberg ha inserito una novità incentivante: le Facebook Stars. Ovvero un metodo di pagamento, che potranno utilizzare gli utenti in segno di gradimento dei podcast pubblicati dai loro influencer.

Ancora una volta Mark Zuckeberg risponde con tenacia alla concorrenza, ma sarà sufficiente per contrastare il successo del social dell’anno? Staremo a vedere…

 

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