Marketing e comunicazione: scegliere il linguaggio adatto per il proprio pubblico

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Marketing e comunicazione: scegliere il linguaggio adatto per il proprio pubblico

Il 2018 è iniziato e, tra tante incertezze legate al mondo digitale, dallo scorso anno possiamo dire di aver imparato qualcosa. Ad esempio, molte aziende hanno riscoperto il valore del marketing e, sempre più persone, hanno capito che il marketing di tipo inbound sta avendo la meglio.

Cosa sta alla base di questa tipologia di marketing? La produzione di contenuti rivolti al nostro pubblico target. Ecco perché individuare l’approccio comunicativo giusto non è più un’opzione.

Marketing outbound VS marketing inbound

Ormai si sente sempre più spesso parlare di queste due definizioni: ma cosa si intende per marketing outbound e inbound?

Quando parliamo di outbound marketing facciamo riferimento a quel tipo di comunicazione pubblicitaria tipica di media come la televisione o la radio e di strumenti come il telemarketing, i pop-up o gli annunci sui video di Youtube.

Parliamo in sostanza di quel tipo di pubblicità:

– Generico, uguale per tutti gli utenti

– Che interrompe l’attività che stiamo svolgendo

– Che comunica un unico messaggio, generalmente persuasivo

L’inbound marketing, invece, è un tipo di comunicazione completamente diversa che non assilla l’utente, ma che gli fornisce degli spunti/stimoli personalizzati, in modo che sia lui stesso a “muoversi” verso il prodotto. La produzione di e-book, email educazionali, webinars, articoli fa parte delle attività di inbound marketing.

Per semplificare, possiamo dire che:

La comunicazione OUTBOUND propone e ripropone un messaggio persuasivo/commerciale al fine di convincere

“Vai al mare in Sardegna! Vai al mare in Sardegna! Vai al mare in Sardegna! Vai al mare in Sardegna! Vai al mare in Sardegna! Vai al mare in Sardegna!”

Le tecniche di marketing INBOUND vanno a intercettare i bisogni del singolo utente e mettono in atto un processo educazionale tramite cui si affermano competenza e autorevolezza

“Hai bisogno di riposarti e vorresti anche risparmiare? Sapevi che puoi fare una vacanza in Sardegna spendendo pochissimo? Ecco qui una lista di consigli per la tua prossima fuga dallo stress di tutti i giorni!”

Una comunicazione mirata

Proprio perché l’inbound marketing non invia un messaggio uguale per tutti gli utenti, l’approccio comunicativo deve essere studiato con attenzione.

Il primo step, prima di iniziare qualsiasi tipo di attività di inbound marketing è l’individuazione del target. Bisogna quindi rispondere a queste domande:

– Cosa sto vendendo?

– A chi lo voglio vendere?

– Chi è il mio cliente tipo?

Capiamo bene, ad esempio, che rivolgersi a pensionati, a adolescenti, a donne in carriera, a giovani mamme o a titolari di grandi aziende richiede un tipo di comunicazione differente.

Individuare il linguaggio, il tono di voce e l’approccio corretti è fondamentale per la riuscita della campagna. Allineare lo stile comunicativo a quello del proprio pubblico consente infatti di ridurre le distanze, garantire chiarezza, creare confidenza e fiducia e di porsi sul medesimo livello, ottenendo una comunicazione più efficace.

Definire il pubblico di riferimento e il suo linguaggio

Una volta capita l’importanza di individuare un target e di comunicare nel modo corretto, il primo step è fatto. Ma come passare dalla teoria alla pratica?

Il target di riferimento inquadra il nostro pubblico ideale. Per capire meglio di chi stiamo parlando dobbiamo immaginarne:

– Profilo demografico – Sono uomini o donne? Di che nazionalità sono? Quanti anni hanno?

– Profilo socio/culturale – Che formazione hanno? Attualmente studiano o lavorano? Che reddito medio hanno?

– Interessi, tempo libero, passioni, hobby, ecc.

Per rispondere a queste domande si può fare un analisi dei clienti attuali – da una parte – e disegnare per filo e per segno il profilo del cliente ideale – dall’altra. In questo caso è utile immaginare e descrivere 2/3 profili delineandoli nei minimi dettagli.

Facciamo un esempio di quello che potrebbe essere un cliente ideale di BluLogo:

Mario, 61 anni, proprietario di un’oreficeria ereditata dal padre. Vive a Varese con la moglie Carla. Ha due figli: Luca e Anna, entrambi sposati e con bimbi piccoli. Mario ama il suo lavoro e lo svolge con passione. Ha la sua clientela affezionata e lavora sodo per renderla felice. Da poco Luca, il figlio di Mario, ha perso il suo lavoro di grafico. Mario si rende conto che ormai manca poco alla pensione e vorrebbe iniziare il figlio alla sua attività. Tuttavia capisce bene che, per quanto Luca sia a modo suo un artista e che apprezzi il lavoro di artigiano, sarebbe necessario dare una svolta al business perché il figlio possa costruirci il suo futuro. Ecco perché Mario sta pensando di iniziare produrre gioielli personalizzati per attirare una clientela più giovane e magari anche qualche VIP. Per farlo, Mario sta pensando di investire in un sito web e in attività di marketing sui canali social.

Ora sappiamo con chi stiamo parlando. Teniamo a mente che in alcuni casi sarà comunque necessario delineare altri 2 o 3 profili per evitare di restringere troppo il target (nel nostro caso, ci rivolgiamo anche a aziende medio-grandi, quindi potremmo immaginare target diversi con profili differenti).

Come parlare con il proprio target

Ora che abbiamo di fronte Mario, dobbiamo trovare il modo di comunicare con lui con un linguaggio che: conosca, capisca e che risponda ai suoi bisogni. Quali informazioni sta cercando Mario? Come possiamo aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi?

Linguaggio – È formale o informale? Posso usare slang, inglesismi o modi di dire? Eventuali tecnicismi verrebbero compresi?

Tono di voce – È meglio un tono autoritario o accondiscendente? Dobbiamo mostrarci professionali e preparati o comprensivi e disponibili? È meglio rimanere distaccati e oggettivi o offrire il nostro punto di vista?

Fondamentale per capire quale strada prendere, infine, è definire cosa si vuole comunicare.

Generalmente l’obiettivo è esprimere autorevolezza e competenza nel proprio campo. A volte però si rischia di sembrare autoreferenziali, ecco perché è sempre bene tenere a mente che il primo passo per attirare gli utenti è quello di informare.

Fornisci loro informazioni utili, rispondi alle loro domande in modo esaustivo e conquisterai la loro fiducia! Chiedici come 🙂