Un uso cosciente del web: dai 13 anni siamo liberi di navigare, ma lo facciamo in modo intelligente?

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Un uso cosciente del web: dai 13 anni siamo liberi di navigare, ma lo facciamo in modo intelligente?

Fatta eccezione per Spagna, Corea del Sud e Paesi Bassi, l’età minima per la creazione di un account Google è -in tutto il mondo- 13 anni. Raggiunta questa soglia, il giovanissimo utente potrà decidere di prendere possesso del proprio profilo e di navigare liberamente in rete.

USA e Google per bambini: Family Link

Prima del 13esimo compleanno, invece, negli Stati Uniti l’utilizzo di Google può essere gestito tramite Family Link: una app che consente ai genitori di seguire i propri figli mentre navigano. L’account dei più piccoli viene creato con delle restrizioni definite dai genitori:

  • A quali App accedere
  • Quanto tempo usare il dispositivo
  • A che ora andare a dormire

Grazie a questa App non è necessario per i più piccoli rinunciare completamente alla rete, ma è possibile per i genitori gestirne l’approccio con sicurezza e tranquillità. L’account per utenti di età inferiore ai 13 anni viene creato mediante Family Link e l’utilizzo dello smartphone viene sempre monitorato dai genitori.

Ad esempio? È possibile filtrare i contenuti impostando dei filtri sui risultati di ricerca grazie a SafeSearch omettendo contenuti sessualmente espliciti o che contengono immagini violente. Inoltre, è possibile fare in modo che il dispositivo si blocchi in determinate fasce orarie, ad esempio quando è il momento di andare a letto o di fare i compiti, o di cenare.

In aggiunta si possono tenere monitorate le statistiche sull’utilizzo delle App installate, per capire dove il bambino passa più tempo e come, in modo da comprendere i suoi interessi e le preferenze.

A 13 anni Google si può usare liberamente

Con il nuovo parental control di Google, compiuti 13 anni, il giovane utente è libero di “riscattare” il proprio account e navigare liberamente. L’età, sottolinea la responsabile del prodotto Saurabh Sharma, è stata scelta in quanto età minima per la legge americana per aprire: un account Google, un profilo Facebook o Instagram senza il consenso dei genitori.

Un’età non sufficiente secondo il nuovo regolamento sul trattamento dei dati personali, che fissa a 16 anni il limite per l’iscrizione alle piattaforme, pur lasciando ad ogni Stato la facoltà di rimanere nella forbice 13-16. Un esempio? In Italia è stato posto il limite dei 14 anni nel contesto della legge sul cyberbullismo come età minima per effettuare una segnalazione.

Confini difficili da tracciare

Soprattutto oggi, in un’epoca in cui il web è così presente nelle nostre vite, è difficile stabilire regole e paletti o capire dove sia il limite tra utile, educativo, pratico e pericoloso. Alcuni contenuti restano vietati ai minori di 18 anni, così come prodotti quali Google Wallet, AdSense, AsWords e la visualizzazione di determinati video YouTube.

Tuttavia, non è difficile aggirare questi blocchi o accedere dal dispositivo di un amico o parente più grande in sua assenza. La vera domanda è: oltre ai contenuti violenti o a sfondo sessuale, siamo certi che la reale minaccia oggi non siano proprio le tanto discusse fake news, accessibili a tutti?

E siamo sicuri che oltre una certa età i rischi diminuiscano? Un utilizzo cosciente e intelligente del web sia da semplice fruitore, che -soprattutto- da autore richiede una certa responsabilità e consapevolezza, non sempre legate all’età. Conoscere i limiti e le insidie dello strumento che utilizziamo di più in assoluto è fondamentale, ma purtroppo non c’è una patente per accedervi e imparare a orientarsi.

Ecco qualche consiglio utile per evitare di fare scelte sbagliate nel web:

  • Contare fino a 10 prima di condividere un contenuto. A volte pubblichiamo foto, video, localizzazioni e informazioni personali senza pensarci, ma teniamo a mente che tutto quello che va online può essere reperito e utilizzato da terzi. Far sapere sempre dove ci troviamo, ad esempio, può essere un’arma a doppio taglio per ladri o malintenzionati. Siamo social, ma con la testa!
  • Informarsi bene e verificare le fonti. Chiunque può aprire un blog, scrivere un articolo e condividere un post. Questo significa che le informazioni che troviamo online possono essere frutto di pura fantasia. Fidiamoci di fonti attendibili e confrontiamo sempre più siti di informazione prima di condividere una notizia.
  • Navigare in sicurezza. Installare sempre un antivirus sul proprio PC e preferire siti con certificato SSL, soprattutto se stiamo per inserire dati personali o per effettuare pagamenti online. Come riconoscerli? Nella banda del browser l’URL inizia con https://

 

 

[Fonti: Corriere.it, Support.Google.com]